L’Italia ha superato da tempo il traguardo europeo del riciclo degli imballaggi in carta e cartone. E continua ad allungare il passo. Nel 2025 il tasso di riciclo raggiunge il 93,1%, ben oltre l’obiettivo dell’85% fissato dall'Unione europea per il 2030. Un risultato che conferma la filiera cartaria italiana tra le più avanzate d'Europa e rafforza il ruolo della carta come uno dei principali esempi di economia circolare nel Paese.
Il dato emerge dal Piano specifico di prevenzione approvato da Comieco e trova conferma nel 31° Rapporto annuale del Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica, presentato a Napoli il 10 luglio. Il quadro che emerge racconta una filiera in crescita lungo tutta la penisola, ma soprattutto un Mezzogiorno che riduce progressivamente il divario con il resto del Paese.
Nel 2025 la raccolta differenziata comunale di carta e cartone ha sfiorato i 4 milioni di tonnellate, con oltre 60 mila tonnellate in più rispetto al 2024. Una soglia che, secondo le stime di Comieco, sarà superata già nel 2026, anche se restano ancora oltre 400 mila tonnellate di carta e cartone da intercettare. Intanto, nel 2025, la media nazionale sale a 67,5 chilogrammi per abitante. Sud e Isole oltrepassano per la prima volta il milione di tonnellate raccolte, contribuendo a circa il 60% della crescita nazionale. Il Nord mantiene la leadership con oltre 2 milioni di tonnellate raccolte e una media di 74,7 chilogrammi per abitante, mentre il Centro raggiunge 886 mila tonnellate e 75,7 chilogrammi pro capite. Il contributo più rilevante arriva però dal Mezzogiorno, dove tutte le regioni registrano un andamento positivo. Il Molise mette a segno la crescita più marcata (+11%), mentre la Sardegna si conferma l'area meridionale con la raccolta pro capite più elevata.






