Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL’Adempimento Collaborativo (Cooperative Compliance), originariamente previsto per le grandi imprese, ha visto progressivamente un abbassamento dei ricavi minimi richiesti per l'adesione: non inferiori a 750 milioni di € dal 2024, 500 milioni dal 2026 e 100 milioni dal 2028. La chiave dell’istituto è l'obbligo di far certificare il proprio sistema di gestione e controllo del rischio fiscale (Tax Control Framework) da parte di professionisti abilitati, secondo apposite linee guida (Provvedimento del 2025). Tuttavia anche chi non ha i requisiti dimensionali può scegliere di adottare facoltativamente un TCF, ottenendo benefici premiali (come la riduzione o azzeramento delle sanzioni) comunicando preventivamente i rischi tramite interpello.
I vantaggi dell’adempimento collaborativo sono essenzialmente l’esclusione delle sanzioni amministrative per chi comunica tempestivamente i rischi fiscali all'Agenzia delle Entrate, o la riduzione alla metà per rischi non significativi. È prevista inoltre l'esclusione della punibilità penale per il reato di infedele dichiarazione. Prevista anche l’interlocuzione costante, preventiva e centralizzata a livello nazionale con l'Agenzia delle Entrate ("No surprise approach"), abbandonando i controlli ex post. La procedura di interpello viene abbreviata a 45 giorni. Inoltre, i termini di decadenza per gli accertamenti sono ridotti di due anni (e di un ulteriore anno in caso di certificazione tributaria).






