Pubblicato il: 15/07/2026 – 14:14
di Fabio Benincasa
COSENZA Negli anni ’80 qualche timido tentativo, poi quasi 50 anni di silenzio fino alla svolta in Consiglio Regionale. La navigabilità del Lago Cecita, tempio incontaminato della Sila, oggi è al centro di un delicato equilibrio tra la vocazione alla tutela ambientale e un nuovo, storico capitolo dedicato al turismo sostenibile. Il bacino artificiale più esteso della regione, situato a oltre 1.100 metri di altitudine tra i territori di Spezzano della Sila, Celico e Longobucco, è protagonista di un lungo e tortuoso iter. Dopo anni di dibattiti e complessi passaggi burocratici, la Regione Calabria ha approvato le modifiche alla legge regionale sulla navigabilità dei laghi attraverso la Legge Regionale 1 aprile 2026, numero 11, sbloccando ufficialmente la navigabilità del Cecita. Un provvedimento che fissa paletti rigidissimi per proteggere l’ecosistema del bacino. È consentita infatti esclusivamente la navigazione a vela, a remi o con imbarcazioni dotate di motore elettrico con potenza non superiore a 3 kW. Per tutelare ulteriormente l’ambiente costiero, i motori elettrici possono essere attivati solo a una distanza superiore ai 50 metri dalle rive, mantenendo una velocità massima tassativamente limitata a 10 nodi. I sindaci dei comuni interessati, con Celico capofila insieme a Spezzano e Longobucco, parlano di realizzazione di un sogno inseguito per decenni e si dicono pronti ad avviare la fase operativa e ad attrarre amanti degli sport acquatici a impatto zero. Ieri, in località Piccirillo, l’incontro tra istituzioni e comuni per dare ufficialmente il via al percorso sinergico.








