Nove pentiti e una consulenza antropometrica. Sono gli elementi d’accusa della Dda cha ha chiesto e ottenuto il processo immediato, al via dal 2 ottobre in corte d’assise a Foggia, a 4 presunti mafiosi accusati del duplice omicidio di Nicola Ferrelli e dello zio Antonio Petrella, assassinati ad Apricena il pomeriggio del 20 giugno 2017. Agguato di mafia collegato alla guerra tra i Ferrelli/Di Summa e i rivali Cursio/Padula, di cui erano alleati il clan Lombardi/Ricucci/La Torre che si occupò dell’omicidio e il clan Moretti della “Società foggiana”. In attesa di giudizio Matteo Lombardi, di Monte; Pietro La Torre di Manfredonia; Francesco Scirpoli di Mattinata; Luigi Ferro di San Marco in Lamis arrestati tra settembre 2025 e maggio 2026. Secondo l’accusa Ferro guidava la Bwm da cui fecero fuoco i tre complici che poi scesero e con pistola, mitra e fucile crivellarono di colpi Ferrella e Petrella dopo che il loro Fiat Doblò era uscito di strada. Così l’accusa sintetizza gli indizi a carico dei 4 garganici.
Matteo Lombardi, ritenuto il killer armato di pistola, è chiamato in causa dai pentiti Marco Raduano (sostiene che Francesco Scirpoli gli confidò d’aver partecipato all’agguato insieme a Lombardi, Luigi Ferro e Pietro La Torre); Giuseppe Francavilla (stesso racconto, indica come sua fonte La Torre che in carcere gli avrebbe confidato il proprio coinvolgimento e quello dei presunti complici); Danilo Pietro Della Malva (racconta che Scirpoli gli confessò d’aver sparato e che con lui c’era il “piccoletto”, ossia Lombardi che risciò anche d’essere colpito dal fuoco amico). A carico di Lombardi anche le indagini antropometriche. secondo cui il killer (l’agguato fu filmato dalle telecamere) che fece fuoco con la pistola era alto 1 metro e 66 centimetri; Lombardi è alto 1 metro e 65 centimetri.







