Al Teatro Agricantus, Vespertino dà voce a un Ulisse reduce e senza nome
Al Teatro Agricantus di Palermo torna in scena per una sera, sabato 18 luglio alle ore 21, Sergio Vespertino in “Ulisse racconta Ulisse”, testo scritto a quattro mani con Beatrice Monroy in cui Vespertino, in scena accompagnato dalle musiche originali della fisarmonicista Virginia Maiorana, narra le vicende del Re di Itaca arrivato alla corte dei Feaci, quando il grande viaggio, le grandi avventure sono alle spalle.
Adesso nel mondo incantato di Alcinoo dove l’ha accolto Nausicaa, ha un solo obiettivo: essere trasportato a casa da una delle navi magiche di quel popolo caro a Poseidone. Dunque, qui inizia il racconto di Vespertino che incarna in scena l’abilità e l’astuzia di Odisseo.
Prima di tutto si presenta con il nome che lui pensa in quel momento sia l’unico a rappresentarlo: il mio nome è odio, dice per iniziare e cominciare a tessere le vicende di un guerriero ma soprattutto di un reduce costretto a compiere un lungo percorso per ritrovare Ulisse e non essere più Odisseo.
Così, narra da reduce, come gli uomini che hanno vissuto l’inferno e che non sono più in grado di tornare indietro. Lui può tornare a casa ma, per tornare, è necessario che si purifichi e prenda conoscenza del mondo, della madre terra, di tutti gli elementi verso i quali, lui, guerriero, ha compiuto azioni violente.










