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Mercoledì alle 21 l’Argentina giocherà contro l’Inghilterra nella seconda semifinale dei Mondiali maschili di calcio. Il suo allenatore, Lionel Scaloni, ha già tenuto a far sapere che sarà «solo una partita di calcio». La maggior parte dei tifosi e dei giocatori argentini però non è della stessa idea, come dimostra il coro che cantano da settimane:
E trentadue anni dopo, la Scaloneta [l’Argentina, dal cognome del suo allenatore] vendicherà la coppa che hanno rubato al Diez. Quella che non ci hanno lasciato alzare.
Voglio vedere la quarta stella brillare sulla maglia. Sono argentino dalla culla fino alla bara. Per le Malvinas, per Diego, per l’ultima di Leo.
È evidente che per chi parla di morte e vendetta e cita nel proprio coro una guerra – quella delle Falkland/Malvinas, combattuta fra Regno Unito e Argentina nel 1982 – una partita del genere significa molto di più. C’entrano l’enorme importanza che il calcio ha in Argentina da oltre un secolo, che è anche culturale e politica, e la lunga rivalità tra l’Argentina e l’Inghilterra, che in un torneo internazionale non si incontrano dal 2002.











