Dopo aver raggiunto il suo picco nel 2029, con 453,3 milioni di persone, il numero di abitanti dell'Unione calerà inesorabilmente, tornando entro la fine del secolo ai livelli degli anni '70. All'aumento delle aspettative di vita e dell'età media, corrisponderà il calo della natalità

La popolazione dell'Ue sta per raggiungere il suo picco ed è destinata a calare nei prossimi decenni, a partire dal 2029. Lo afferma il terzo Rapporto sulla trasformazione demografica redatto dal Centro comune di ricerca e pubblicato il 14 luglio dalla Commissione europea. Dagli attuali 450,6 milioni, gli abitanti dell’Ue diventeranno 453,3 milioni nel 2029, per poi iniziare un progressivo declino, scendendo a circa 445 milioni nel 2050, fino a toccare i 398,8 milioni entro il 2100, per una diminuzione complessiva di circa l'11,7%, con un dato che quindi tornerebbe ai livelli degli anni Settanta. Nello stesso periodo, quasi un europeo su tre avrà almeno 65 anni, contro uno su cinque oggi.

L'aspettativa di vita alla nascita è aumentata nel corso dell'ultimo secolo - due anni per decennio dagli anni '60 - per via di fattori come una minore mortalità infantile, standard di vita più elevati, stili di vita più sani e una migliore istruzione, nonché progressi in ambito sanitario e medico. La Commissione europea prevede infatti che, nel 2100, l'aspettativa di vita in Ue passerà dagli 81,5 anni stimati nel 2024 (84,1 per le donne e 78,9 per gli uomini), a più di 90 anni per le donne in ogni Stato Ue almeno gli 86 anni per gli uomini.