Più anziana e meno popolosa. Il terzo rapporto sulla trasformazione demografica dell’Ue, presentato ieri a Bruxelles dalla Commissione, scatta una fotografia dell’Europa dei prossimi decenni: secondo i dati elaborati dal centro comune di ricerca (Jrc), a parte il picco di 453,3 milioni atteso nel 2029, gli abitanti dell’Unione passeranno dagli attuali 450,6 milioni a circa 445 milioni nel 2050, fino a scendere progressivamente sotto la soglia dei 400 - più precisamente a 398,8 milioni - entro il 2100. Si tratta di un calo dell’11,7% rispetto a oggi, che riporterebbe la popolazione dell’Ue ai livelli degli Anni Settanta. Non tutti i territori sono colpiti allo stesso modo: nei prossimi 25 anni si stima che l’83% delle aree rurali subirà una contrazione demografica, a fronte del 57% tra le regioni urbane. Lo spopolamento è concentrato a sud (Italia meridionale, Grecia e nell’entroterra della penisola iberica) e a est (Germania orientale, Polonia orientale, Bulgaria, Romania); a beneficiarne saranno le città, con un lieve incremento della popolazione del 3,6%. Fin qui, il sostanziale declino della natalità. Al contrario, l’età media continuerà ad aumentare: entro il 2050, il Jrc prevede che quasi un europeo su tre avrà almeno 65 anni, contro uno su cinque oggi. All’alba del prossimo secolo, l’aspettativa di vita potrebbe superare i 90 anni per le donne e gli 86 per gli uomini. L‘Italia ha l’età media della popolazione più alta dell’Ue (49,1 a fronte di una media di 44,9), uno dei tassi di fertilità più bassi (1,1) e una delle aspettative di vita più alte. «Dalla carenza di manodopera alla pressione sui bilanci pubblici, fino alle difficoltà per i sistemi assistenziali, educativi e per la coesione territoriale» l’invecchiamento presenta problemi - spiega la Commissione in una nota, «ma pure opportunità, ad esempio con la “longevity economy”, che sta creando nuovi mercati per prodotti, servizi e innovazioni pensati per la popolazione anziana».Per rispondere a queste sfide, l’Ue mette mano (anche) al portafoglio. Nel prossimo bilancio pluriennale (2028-2034), «abbiamo reso la demografia una priorità orizzontale, consentendo un sostegno più mirato laddove le pressioni sono maggiori, in modo che i budget nazionali possano essere utilizzati anche per affrontare la questione demografica», ha detto la commissaria al ramo Dubravka Šuica, presentando il rapporto. «Adesso, però, dobbiamo colmare il divario tra i dati scientifici e l’azione politica», ha aggiunto, facendo appello ai governi dell’Unione affinché si dotino di ministri e dipartimenti per la Demografia. «Purtroppo, nonostante le raccomandazioni in questo senso adottate due anni fa, al momento ce ne sono solo in Croazia, Slovenia, Italia e a metà in Grecia», ha affermato Šuica richiamando il dicastero per la Famiglia e la Natalità (la cui titolare, Eugenia Roccella, ha preso parte all’evento di presentazione). Solo allora si potrà mettere in piedi un coordinamento ministeriale a livello Ue, come avviene in tutti gli altri ambiti. Nell’attesa, a marzo, Bruxelles lancerà il primo Forum sulla Demografia per riunire politica e ricerca. In vista, magari, ha indicato la commissaria, «dell’istituzione di un’Agenzia dedicata, che possa sostenere il lavoro degli organismi nazionali».Di fronte all’inverno demografico europeo, le soluzioni sono varie: una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, che «compenserebbe il pensionamento degli occupati più anziani», e «la migrazione legale», che per Šuica «è una necessità» nei settori in cui manca forza lavoro, purché accompagnata «da integrazione e dal rispetto delle regole delle comunità locali». Oltre a iniziative dedicate alla casa accessibile soprattutto per i giovani, al contrasto alla povertà, ai servizi di cura di qualità e per le aree rurali, Bruxelles sta preparando anche una strategia sul “diritto a restare”, per cui è responsabile il vicepresidente esecutivo della Commissione, titolare della Coesione, Raffaele Fitto, secondo cui «ciascuno dovrebbe avere l’opportunità di vivere, lavorare e costruire un futuro nel luogo che chiama casa».© riproduzione riservat