Incontro tra istituzioni, società scientifiche, associazioni pazienti e mondo ecclesiale su nuove prospettive terapeutiche, biomarcatori e accesso equo ai percorsi di cura.
La malattia di Alzheimer non è soltanto una sfida sanitaria ma una questione di dignità della persona, responsabilità collettiva ed equità sociale. È il messaggio emerso nel corso dell'incontro ‘Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva’, ospitato ieri dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana, alla presenza dei membri dell’Intergruppo per le Neuroscienze e l'Alzheimer, che ha visto riuniti rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica, delle associazioni dei pazienti e del mondo ecclesiale per fare il punto sulle prospettive della presa in carico delle persone con malattia di Alzheimer. Filo conduttore dell’evento - informa una nota - è stato il richiamo espresso nei mesi scorsi da Papa Leone XIV, secondo cui la salute non può essere considerata un "lusso per pochi ma è una condizione essenziale”, un diritto che le società hanno il dovere di garantire, soprattutto alle persone più fragili. Un principio che assume un significato ancora più rilevante di fronte all'aumento dell’incidenza delle malattie neurodegenerative e al crescente impatto sociale della malattia di Alzheimer.











