DigitEconomy.24Parla l'ambasciatore Giampiero Massolo: «l'Europa ha bisogno di uno scudo anti missile, no ai dogmatismi»(Il Sole 24 Ore Radiocor) -I data center sono un asset strategico oggi imprescindibile per l’economia italiana ed europea e per lo sviluppo dell’AI. Ma occorre risolvere il problema del costo dell’energia. Diversificando le fonti, collaborando tra Paesi europei e incentivando le partnership pubblico-private. A dirlo, nell'intervista a DigitEconomy.24, in collaborazione con Digit'Ed (gruppo attivo nella formazione e nel digital learning), è Giampiero Massolo, ambasciatore, presidente di Fincantieri Next Tech e vicepresidente di Mundys nonché direttore del Geopolitical Risk Observatory della Luiss. Bisogna, inoltre, essere consapevoli che si tratta di un caso non italiano ma europeo. E l’Europa deve anche fare una riflessione sull’eccessiva normazione e sul ruolo geopolitico che vuole giocare. Sul fronte difesa, in particolare, un campo sempre più connesso alla tecnologia e al digitale, Massolo dice no ai dogmatismi: l’Europa ha bisogno di «uno scudo anti missile» e se gli Usa hanno obiezioni occorre che forniscano un’alternativa: «il no perché no in sicurezza non esiste».Domande di approfondimento generate da 24Ore AISi dice spesso che bisogna cercare maggiore autonomia strategica per l’Italia e per l’Europa. Autonomia che non può prescindere dagli asset digitali. L’Italia è in grado di candidarsi ad hub per i data center, considerata la necessità di investimenti e di energia?Il problema della sintesi migliore tra la capacità, la velocità di calcolo e l’energia necessaria per far funzionare i data center è comune a tutta Europa, forse con eccezione della Francia che ha il nucleare, non privo peraltro di problematicità collegate in questo periodo a picchi di caldo e a un parco centrali non aggiornatissimo. Il problema di come trovare fonti di energia è, dunque, un problema comune. Rappresenta un limite abbastanza rilevante, rende ulteriormente complicato all’Europa competere. Come si può ovviare?Intanto dando un impulso deciso a politiche energetiche europee. Parlo non a caso di Europa, non c’è un caso Italia. Occorre agire con rapidità diversificando le fonti, andando dritti e veloci sul nucleare e rafforzando le collaborazioni tra Paesi europei. L’obiettivo? Creare un vero e proprio mercato europeo dell’energia, con capacità della rete di essere fruibile da ogni parte in Europa a condizioni economiche migliori. Il che ci porta al tema da affrontare degli egoismi e delle regolamentazioni nazionali, alla sensibilità delle opinioni pubbliche per questa o quella fonte di energia. Inoltre, occorre promuovere investimenti pubblici attraverso incentivi e collaborazioni pubblico-privato. Non sarà una panacea a tutti i mali ma se non si comincia mai, non si avrà mai il risultato di aumentare il tasso dell’indipendenza dell’Europa e aumentare la capacità di generare e di essere più autonomi, se non proprio indipendenti.Pensa che l’attuale normativa golden power, ovvero i poteri speciali del Governo italiano, sia adatta a proteggere gli asset strategici o rischia di allontanare gli investimenti stranieri?
«Diversificare fonti e più collaborazione tra Paesi Ue contro caro-energia»
Parla l'ambasciatore Giampiero Massolo: «l'Europa ha bisogno di uno scudo anti missile, no ai dogmatismi»






