Giovanni Minoli è autore e innovatore della televisione italiana. Ideatore di Mixer e tra i pionieri del giornalismo d’inchiesta moderno, ha contribuito a rivoluzionare il linguaggio televisivo, introducendo nuove tecniche narrative e valorizzando il reportage come strumento di approfondimento giornalistico.

Direttore, sei entrato nella storia come innovatore con Mixer.

«Quando inventammo il faccia a faccia, era il 5 aprile del 1980, i tecnici gridavano alla bestemmia visiva. Dicevano che non si poteva fare, che il linguaggio televisivo era un altro. Io rispondevo semplicemente: “Mi piace”. Non facevo cinema, facevo televisione. Oggi basta vedere un’inquadratura di Mixer per riconoscerla immediatamente».

Rimaniamo sulla storia. Hai inventato anche Report.

«Sì, nacque come Professione Reporter, nel 1994, grazie alla rivoluzione tecnologica. Milena Gabanelli venne da me e mi disse che voleva girare l’Italia e il mondo per realizzare una serie di piccoli documentari e di inchieste. Fino ad allora le troupe televisive erano ancora organizzate secondo la cultura del cinema: sette, otto persone per un servizio, con costi enormi. In quegli anni arrivarono le prime telecamerine, che consentivano di lavorare da soli. Con un decimo dei costi si rendeva finalmente possibile un giornalismo d’inchiesta moderno».