Un’isola dentro l’isola. È la Sardegna che invita a rallentare e a lasciare che sia il paesaggio a scandire il ritmo delle vacanze, in un equilibrio sottile tra tutela e accoglienza.
Accade a Villasimius, un’enclave di bellezza mediterranea incastonata sulla punta sud-orientale dell’isola in provincia di Cagliari, che nelle ultime stagioni è diventata una delle destinazioni-simbolo di questo approccio ispirato alla sostenibilità: un luogo dove il turismo non consuma il territorio, ma lo attraversa con rispetto.
Il mare come esperienza sostenibile
A Villasimius il mare è la presenza che organizza lo spazio e il tempo, e l’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, istituita nel 1998, ne è il cuore pulsante. All’interno di questo ecosistema fragile e straordinario, che comprende anche le isole dei Cavoli e di Serpentara, sono state infatti imposte regole precise, come gli accessi contingentati in alcune spiagge leggendarie, accessibili via terra o via mare: a Punta Molentis e a Porto Sa Ruxi il numero chiuso non è quindi un limite, ma una scelta culturale, perché meno affollamento significa meno rumore, più attenzione alla biodiversità ma anche più possibilità di vivere un’esperienza davvero a misura d’uomo.









