di

Paolo Condò

La Nazionale di Deschamps si è smarrita e la sua tanto lodata leadership diffusa improvvisamente diventa un’assenza di guida sicura

Gli episodi succedono, conta come reagisci. Il rigore che manda avanti la Spagna è una giocata chiaramente fuori contesto, l’astuzia del 19enne Yamal che provoca l’ingenuità del 32enne Digne, bastano le carte d’identità a definire quanto sia episodica. Ma intanto Oyarzabal non dà scampo a Maignan — e in questo Mondiale il dischetto è stato fatale ai fuoriclasse — e pone la Francia per la prima volta in salita. Primo svantaggio alla settima gara. Forse Deschamps rimpiange di non essersi mai dovuto preoccupare fin qui, perché il pericolo avrebbe stimolato la crescita di anticorpi. Invece la Francia è smarrita, e la sua tanto lodata leadership diffusa improvvisamente diventa un’assenza di guida sicura. Il contrappasso con la personalità di Rodri, che calamita ogni pallone governandolo con intelligenza e calma olimpica, è straziante. Per tutto il primo tempo la Francia non tira mai in porta. Gli episodi succedono, l’importante è meritarseli.

La Spagna è cresciuta in silenzio dentro il torneo, favorita da un girone semplice (alla fine gli unici grattacapi della prima fase glieli ha procurati Capo Verde) che le ha permesso di reinserire il convalescente Yamal senza chiedergli subito la luna, e di capire che il ticket vincente dell’Europeo con Nico Williams non si sarebbe riproposto, perché l’ala dell’Athletic è troppo indietro per via dei suoi acciacchi. Puoi chiedergli al massimo qualche spicciolo. Quando la tua crescita avviene in corsa è fondamentale sopravvivere nei momenti delicati, e i colpi di Merino in extremis contro Portogallo e Belgio sono state carte felicemente pescate dal mazzo. Nel frattempo la difesa ha mostrato una blindatura insolita per chi è abituato alle rincorse a perdifiato di Cubarsi nel Barça, e De La Fuente ha finito di ricostruire il suo palleggio ipnotico scegliendo Fabian Ruiz dall’inizio e Pedri a gara in corso. Il tutto esaltando lo schermo e la regia di Rodri, e l’estro di Olmo elegante e geniale. Gli episodi succedono, e ti mandano a casa.