E’ iniziata ieri in carcere la perizia psichiatrica disposta dal tribunale, su richiesta della procura sull’attentatore Salim El Koudri. Dopo che, la settimana scorsa, i consulenti hanno esaminato la documentazione sanitaria dell’indagato- accusato di strage per i fatti del 16 maggio – già in loro possesso, ieri mattina sono entrati in carcere, dove il giovane è rinchiuso da quel giorno. Si tratta di un pool di cinque sanitari: due periti sono stati nominati dal tribunale, uno dalla procura, un altro ancora dalla difesa di El Koudri, nella persona dell’avvocato Fausto Gianelli mentre l’ultimo consulente è stato nominato dalle parti civili rappresentate dall’avvocato Giulio Garuti. Nelle mani dei periti vi erano fino ad ora documenti clinici relativi ai diversi accessi al Csm di Castelfranco da parte dell’indagato: parliamo di decine di colloqui effettuati con le psicologhe nel corso di due anni, dal 2022 al 2024. Gli incontri si erano conclusi per volontà dell’indagato con la nota diagnosi clinica, firmata da esperti clinici e psichiatrici del csm: grave disturbo schizoideo della personalità. La perizia disposta dal tribunale non si è conclusa ieri: il pool di esperti incontrerà una seconda volta l’indagato, per poi ‘restituire’ al tribunale la relazione che dovrà stabilire le condizioni psichiche del giovane e, in particolare, se quel giorno, quando con la sua auto e a folle velocità piombò sulla folla in via Emilia Centro, ferendo gravemente sette persone, fosse capace di intendere e volere. Contestualmente proseguono le perizie sui device sequestrati all’indagato, una quindicina a cui si è aggiunto un ulteriore computer utilizzato da Salim.