Il piacere di un gelato, l’euforia di una gita al parco divertimenti. Gesti all’apparenza semplici, ma che per i piccoli pazienti del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Infermi diventano conquiste straordinarie. Da 22 anni, l’associazione di genitori ‘Arop’ lavora al fianco dell’ospedale proprio per questo: restituire ai bambini e alle famiglie pezzi di infanzia e di speranza rubati dalla malattia. Ieri, all’Infermi, la ‘giornata Arop’ ha voluto celebrare questo viaggio fatto di ascolto, solidarietà e umanità. Quando la diagnosi entra in una casa, l’equilibrio si spezza. "Arop vuole donare ai piccoli ammalati e ai loro familiari quella normalità che spesso si perde nei percorsi terapeutici – spiega il presidente Roberto Romagnoli – Il nostro sogno è offrire loro un percorso medico e psicologico, una prospettiva di vita serena e il reinserimento nel percorso sociale". Oggi Arop è una rete di persone solidissima. È l’unica associazione accreditata a svolgere attività nel reparto dell’Infermi. Il suo raggio d’azione si divide tra l’interno e l’esterno dell’ospedale. Dentro il reparto, i volontari organizzano attività ludiche con i supereroi, donano giocattoli, garantiscono la scuola in ospedale, portano i gelati in corsia e offrono servizi estetici. A questo si aggiungono la fornitura di beni di prima necessità per i genitori, l’acquisto di macchinari e attrezzature mediche e l’attivazione dello sportello di psico-oncologia e di educazione alimentare. Fuori dal reparto – oltre a farsi carico del trasporto da e verso i centri di cura e a organizzare gite ed eventi – l’associazione ha inaugurato nel 2019 una casa accoglienza per accompagnare bambini e familiari nelle cure e nel reinserimento nella vita quotidiana. Nel 2023 ha inoltre dato un contributo decisivo per la realizzazione del nuovo Day Hospital Oncologico. "I sorrisi ripagano", dice Romagnoli. Come quello di Angela, mamma di Sara: "Dai piccoli gesti alle cose più grandi, Arop ha ridato colore a un tunnel oscuro grazie alla forte vicinanza: nelle fasi di chemioterapia ci siamo sentiti meno soli". Una rete "fondamentale anche per l’ospedale e per la sua comunità – sottolinenano Francesca Raggi, direttrice del presidio ospedaliero e Roberta Pericoli, direttrice del reparto di Oncoematologia Pediatrica – Arop è una mano tesa che possiamo prendere quando abbiamo bisogno, in grado di affiancarci in tutte le nostre attività. A cui possiamo solo dire grazie". Anna Bellocchi
"Quegli attimi di felicità strappati alla malattia"
L’associazione dei genitori Arop da oltre vent’anni affianca le famiglie dei piccoli pazienti del reparto di Oncoematologia dell’ospedale Infermi .







