La produzione tiene, ma le nubi della geopolitica continuano ad addensarsi sull’economia ferrarese. Le imprese guardano ai prossimi mesi con aspettative sostanzialmente stabili, pur dovendo fare i conti con l’aumento dei costi dell’energia, dei trasporti e delle assicurazioni, alimentato dai conflitti internazionali. È un quadro fatto di luci e ombre quello che emerge dall’ultima indagine congiunturale della Camera di commercio di Ferrara Ravenna: l’industria manifatturiera continua a crescere, mentre rallentano edilizia e commercio e l’export torna in territorio negativo. Sullo sfondo, le stime di Prometeia indicano per il 2026 una crescita del Pil ferrarese limitata allo 0,1%.

Il comparto che continua a trainare l’economia provinciale è l’industria manifatturiera, con una produzione in aumento dell’1,9%, dato superiore anche alla media regionale (+0,4%). Positivo anche il fronte degli ordini (+1,3%), sostenuti soprattutto dalla domanda estera, che registra un incoraggiante +6,1%. Più complicata la situazione per l’artigianato manifatturiero, dove la produzione cala dello 0,3% e gli ordini dello 0,8%, pur mostrando segnali di miglioramento rispetto ai risultati ben più pesanti dello scorso anno. A frenare la corsa sono soprattutto le costruzioni, che accusano un calo del volume d’affari del 4,5%, e il commercio al dettaglio, sostanzialmente fermo (-0,1%).