Cernobbio (Como)- Quattro passi nel domani e una risata. Giorgio Panariello approda stasera a Cernobbio, sotto l’egida del Lake Sound Park, con la tranche estiva di “E se domani…”, spettacolo teatrale che “parlando di futuro, bypassa abbastanza il presente”. “D’estate, quando la gente se ne sta in vacanza e tranquilla, non mi va di salire sul palco a parlare di Trump, dei bombardamenti sull’Iran o della Meloni che litiga”, racconta il comico toscano, 65 anni, in scena il 7 settembre pure al Castello Sforzesco di Vigevano. “Preferisco portare l’attenzione su mondi immaginifici e personaggi inesistenti - come il bagnino sulla spiaggia o il signore al bar - che permettono di scherzare senza urtare troppo la sensibilità delle persone”.

In scena scherza sul rapporto tra uomini e robot, cosa la spaventa di più di questo progresso tecnologico?

“Molti temono le macchine per paura che possano ribellarsi, ma io la vedo diversamente: non ho paura tanto dei robot, quanto dell’essere umano. I robot non fanno mai nulla contro sé stessi, mentre gli esseri umani sì; fumare pur sapendo che fa male, ad esempio. I robot, insomma, hanno una sorta di consapevolezza che a noi spesso manca”.

S’è parlato parecchio in questi mesi del suo passaggio a Mediaset.