La crisi15 luglio 2026 alle 00:50E mentre iniziano i colloqui romani sul Libano annuncia: «Israele si ritiri»
Washington.
Donald Trump fa marcia indietro sul pedaggio del 20% a Hormuz, mentre continuano gli scambi di attacchi con l’Iran e la via d’uscita dal conflitto appare sempre più incerta. Sia Washington (che ieri sera ha lanciato una nuova ondata di attacchi) che Teheran cercano di affermare il controllo sullo stretto, passaggio cruciale per petrolio e gas, e i raid hanno segnato un ritorno agli intensi bombardamenti che avevano caratterizzato l’inizio della guerra.
Il tira e molla
Dopo aver minacciato una tassa sui beni in transito per Hormuz, il presidente americano a distanza di poche ore ha fatto l’ennesimo clamoroso dietrofront. La proposta, d’altra parte, era in contrasto con quanto dichiarato per mesi dai suoi più alti funzionari, il vice presidente Jd Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. E cioè che l’amministrazione americana era contraria a qualsiasi tariffa o pedaggio in acque internazionali perché illegale. «Sulla base di colloqui estremamente produttivi con i leader del Medio Oriente, ho deciso di sostituire la tassa di rimborso del 20% agli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento che i vari Stati del Golfo stipuleranno con gli Stati Uniti stessi», ha annunciato su Truth, sottolineando che gli investimenti «saranno ingenti ma, al contempo, straordinariamente vantaggiosi per loro e per il loro futuro». Più tardi, durante il bilaterale con il premier iracheno Ali al-Zaidi nello Studio Ovale, il tycoon ha spiegato di aver ricevuto una serie di telefonate dagli emiri della regione allarmati dal suo annuncio sulla nuova tassa. «Mi hanno chiamato chiedendomi di investire negli Stati Uniti al posto dell’imposta del 20%», ha detto, ribadendo comunque come sia ingiusto che Washington debba proteggere Hormuz per «la Cina e altri Paesi». «Non mi dispiace farlo ma non è giusto». Trump ha anche rivendicato che grazie agli Stati Uniti Hormuz è aperto, «tranne che per le navi e i porti iraniani colpiti dal blocco» e che il «petrolio scorre come mai prima».










