Il 10 novembre 2025 un'autobomba è esplosa vicino al Forte Rosso di Nuova Delhi uccidendo undici persone. Secondo l'atto d'accusa da 7.500 pagine depositato a maggio 2026 dalla National Investigation Agency indiana, uno degli imputati, indicato come l'ingegnere interno della cellula legata ad Al-Qaida, aveva usato YouTube e ChatGPT per informarsi sulle proporzioni delle miscele esplosive e sulla costruzione di ordigni a razzo. Gli investigatori hanno parlato di un approccio “quasi da laboratorio”.

È il caso che Tech Against Terrorism, organizzazione non-profit con sede a Londra che gestisce la Terrorist Content Analytics Platform, cita in apertura del rapporto che accompagna il lancio del Counter-Terrorism AI Benchmark (CT-AI Benchmark), presentato il 1° luglio 2026 a New York durante la Counter-Terrorism Week delle Nazioni Unite. Si tratta di un primo test sistematico costruito specificamente per misurare quanto i modelli di intelligenza artificiale possano essere sfruttati per finalità terroristiche o di estremismo violento.

2.500 domande: troppe le risposte di aiuto concreto

Il benchmark ha sottoposto 27 modelli di IA, sia proprietari sia open source, a quasi 2.500 domande dirette (single-shot, senza tentativi di manipolazione elaborata) ricostruite a partire da casi reali di uso terroristico. Il risultato: circa un terzo delle risposte ha fornito un aiuto che va oltre quanto un aspirante attentatore potrebbe trovare con una normale ricerca sul web.