Un report della Cambridge Programme on AI Science & Policy (CASP) ha documentato per la prima volta, con testimonianze dirette, come Boko Haram abbia integrato i chatbot di intelligenza artificiale nelle proprie operazioni militari nel nordest della Nigeria. Lo studio, firmato dalla ricercatrice Antonia Juelich e pubblicato il 10 luglio, si basa su 57 interviste condotte faccia a faccia con 27 ex membri del gruppo e della fazione affiliata all'ISIS, ISWAP, raccolte tra il 2025 e il 2026.

Gli intervistati hanno raccontato di aver usato indistintamente ChatGPT, Claude, Gemini, Grok, Meta AI e DeepSeek per una gamma di attivit� operative: dalla progettazione di ordigni esplosivi all'identificazione di armamenti sequestrati alle forze governative, fino alla risoluzione di problemi meccanici sui fucili inceppati. I chatbot sarebbero stati impiegati anche per suggerire tattiche di combattimento e per condurre analisi a posteriori sugli attacchi compiuti.

L'autrice dello studio racconta di aver mostrato personalmente un chatbot a un ex comandante di Boko Haram in una stanza d'albergo nel nordest della Nigeria, chiedendogli se lo avesse mai usato. Lui ha annuito, poi ha spiegato: "Scrivi la domanda, ad esempio 'come posso costruire una bomba', e ti dice come fare. � come un robot umano".