HomeMilanoCronacaL’attivista Hannoun indagato per le esternazioni durante il corteo ProPal a Milano: rischia il processo per istigazione a uccidereLe accuse del pm: apologia del delitto di omicidio volontario con frasi in pubblico. Tra le frasi incriminate, diffuse anche sui social, “chi uccide va ucciso”L’architetto e attivista giordano Mohammad Hannoun è in carcere “Finanziava Hamas”Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano, 14 luglio 2026 – “Chi uccide va ucciso”. L’architetto e attivista giordano Mohammad Hannoun, poche settimane prima di essere arrestato con l’accusa di essere un finanziatore di Hamas, durante una manifestazione ProPal a Milano proponeva di applicare la “legge del taglione” sui “collaborazionisti che hanno ucciso uomini, donne, bambini e anziani” nella striscia di Gaza. Per queste frasi, pronunciate al microfono davanti alla folla radunata, l’attivista 64enne rischia il processo per istigazione a delinquere.

Uno dei tanti cortei per Gaza e contro il massacro del popolo palestinese che si sono svolti a Milano lo scorso autunno

Indagini chiuse

Il pm Alessandro Gobbis ha chiuso le indagini, in vista di una richiesta di rinvio a giudizio, che vedono Hannoun accusato di aver pronunciato pubblicamente “frasi di aperto sostegno alle esecuzioni sommarie perpetrate da Hamas nei confronti di presunti collaborazionisti dell’Esercito israeliano, facendo così apologia nei confronti del delitto di omicidio volontario plurimo”. Frasi riferite, annota la Procura, “alle condotte omicidiarie commesse dai terroristi di Hamas all’indomani della tregua quando giustiziavano in diretta televisiva un gruppo di palestinesi accusati di essere “collaborazionisti“”.