Un look Roberto Cavalli spring-summer 2026/27 (courtesy Roberto Cavalli)
«Non abbiamo acquistato Roberto Cavalli per portarlo negli outlet: resterà un brand luxury con un’anima milanese». Parola di Heath Golden, ceo di Marquee Brands, il gruppo americano che a maggio ha acquisito la maggioranza della maison fiorentina dal gruppo real estate emiratino Damac. Fondata nel 2014 dal colosso della gestione patrimoniale Neuberger Berman, che amministra globalmente oltre 560 miliardi di dollari, Marquee Brands oggi gestisce un portafoglio di 22 marchi, tra cui BcbgMaxAzria, Bruno Magli, Ben Sherman, e Laura Ashley, per un giro d’affari retail complessivo di circa 5 miliardi di dollari.
Un’operazione che arriva in una fase cruciale per il marchio. Secondo una visura del bilancio civilistico della Roberto Cavalli spa relativa alla sola Italia, la società ha chiuso il 2024 con una perdita salita a 23,3 milioni di euro, rispetto ai 20,3 milioni dell’esercizio precedente. A fronte di ricavi netti in crescita da 75,2 a 79,3 milioni di euro, il valore della produzione è sceso da 101,7 a 93,2 milioni, mentre la divisione licensing, un tempo uno dei pilastri della griffe, ha registrato un calo del 55%, fermandosi a 5,5 milioni di euro. La nuova governance di Roberto Cavalli sarà articolata su tre competenze complementari: Marquee brands, in qualità di azionista di maggioranza, guiderà la strategia globale del marchio, assicurandone la coerenza in tutte le categorie e in ogni punto di contatto con i consumatori. Tlg-The level group, partner operativo con sede a Milano, gestirà il cuore dell’attività moda grazie alla propria expertise nel design, nella produzione, nella distribuzione e nel retail. Damac apporterà invece il proprio know-how nell’immobiliare di altissima gamma e nelle esperienze alberghiere di lusso, sviluppando l’universo lifestyle legato al brand.






