Lucca, 14 luglio 2026 – La campanella interrompe la lezione e inizia la ricreazione, il momento che molti studenti aspettano più di ogni altro durante la mattinata. I libri si chiudono, ci si alza dal banco, si apre lo zaino e arriva il momento della merenda. Da sempre, in quei dieci minuti, ognuno tira fuori qualcosa di diverso: c'è chi ha preparato un panino o una focaccia, chi non ha portato nulla e spera di assaggiare qualcosa dai compagni. Ma sono soprattutto gli snack confezionati a fare ormai parte della quotidianità di molti ragazzi: merendine, patatine, cracker, barrette e altri prodotti pronti da mangiare.

È la scelta più immediata: non richiede preparazione, spesso costa poco e il gusto, per molti ragazzi, prevale su alternative come un frutto o una fetta di pane con l’hummus. Dietro quella scelta, però, si nasconde un fenomeno sempre più diffuso. Secondo un report di Coldiretti-Censis, il 61% dei giovani consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 47% merendine, il 39% dolciumi, il 35% barrette proteiche e il 29% energy drink, percentuali sensibilmente più alte rispetto a quelle registrate tra gli anziani.

A pesare è anche una percezione spesso distorta di ciò che è realmente salutare. Il 35% dei giovani, ad esempio, ritiene che barrette proteiche ed energy drink aiutino a mantenersi in forma. Alla luce di questi dati Coldiretti ha lanciato la campagna nazionale "Campagna Amica per la salute", attiva in oltre 70 eccellenze ospedaliere italiane ed europee per riportare il cibo naturale e la Dieta Mediterranea al centro della prevenzione. Attualmente le province toscane coinvolte sono sette, ma anche Lucca potrebbe entrare nella rete.