Per il 97% degli italiani mangiare in modo sano è essenziale per prevenire le malattie come diabete, patologie cardiache e obesità ma spesso fanno fatica a distinguere un cibo che fa bene da uno che fa male. Così l’88% dei cittadini vuol conoscere la reale provenienza di un alimento e dei suoi ingredienti. È quanto emerge dall’Instant report Coldiretti/Censis “Mangiare bene per vivere meglio” presentato oggi in occasione dell’iniziativa nazionale Campagna amica per la Salute in corso in oltre 70 delle principali eccellenze ospedaliere italiane ed europee (qui l’elenco completo), promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia. Quella del cibo che ammala sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria pandemia silenziosa, alimentata da modelli di consumo che favoriscono prodotti industriali poveri di qualità nutrizionale e ricchi di ingredienti artificiali.

Ultraformulati e prodotti con additivi per un italiano su due (45%) Secondo il report Coldiretti-Censis, il 45% degli italiani consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 34% dolciumi e caramelle, il 31% merendine, il 20% barrette proteiche e il 16% energy drink. Il fenomeno assume proporzioni ancora più allarmanti tra i giovani. Il 61% consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 47% merendine, il 39% dolciumi, il 35% barrette proteiche e il 29% energy drink, una quota quasi nove volte superiore a quella registrata tra gli anziani. La preoccupazione delle famiglie Il 58% dei genitori riconosce che i figli, appena ne hanno la possibilità, tendono ad abbandonare un'alimentazione equilibrata, mentre la stessa percentuale si dichiara favorevole a limitare il consumo di alimenti ultraformulati. Dal report emerge anche il rischio di una crescente percezione distorta di questi prodotti. Il 27% degli italiani ritiene infatti che barrette proteiche ed energy drink aiutino a mantenersi in forma. Ne è convinto il 35% dei giovani, il 31% degli adulti e il 16% degli anziani. Bevande energetiche, consumo e frequenza tra i giovani Le bevande energetiche stanno conquistando sempre più spazio nelle abitudini dei ragazzi, spinte da strategie di marketing aggressive, packaging accattivanti e dinamiche di emulazione sociale. Un genitore su due è convinto che i figli le consumino soprattutto perché rappresentano un fenomeno di moda tra i coetanei. Secondo il 52% dei genitori, inoltre, gli energy drink vengono utilizzati soprattutto nei periodi di studio più intenso, in prossimità di verifiche ed esami, trasformandosi così in un falso alleato delle prestazioni scolastiche. Cresce la consapevolezza dei rischi Tre italiani su quattro dichiarano di essere pronti a rinunciare alle barrette proteiche (75%) e agli energy drink (75%), mentre oltre sette su dieci eliminerebbero merendine (71%), dolciumi e caramelle (71%). Più contenuta, ma comunque maggioritaria, la quota di chi rinuncerebbe agli snack salati (63%). Un segnale importante che conferma come stia maturando una nuova sensibilità verso un'alimentazione fondata su cibo vero, trasparenza, di qualità e origine certa. È da qui che Coldiretti rilancia la propria battaglia sindacale e culturale: difendere il lavoro degli agricoltori significa anche difendere la salute dei cittadini, riportando il cibo naturale e la Dieta Mediterranea al centro delle politiche pubbliche di prevenzione e contrastando un modello alimentare dominato da prodotti ultraformulati, spesso sostenuti da campagne di marketing molto più forti dell'informazione nutrizionale. Ecco una versione sintetica, pensata per essere inserita come sezione approfondimento nell'articolo: Non solo percezione: cosa dice la scienza Dietro i numeri del report Coldiretti-Censis c'è una base scientifica solida. Il microbiota intestinale, secondo un'analisi della Fondazione Aletheia composto da circa 38 trilioni di microrganismi, regola il sistema immunitario, il metabolismo, l'infiammazione e perfino la comunicazione tra intestino e cervello. Quando questo equilibrio viene alterato, si sviluppa una condizione di disbiosi che favorisce un'infiammazione cronica di basso grado (la cosiddetta metainfiammazione) riconosciuta come uno dei principali meccanismi biologici alla base di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, numerose forme tumorali e patologie neurodegenerative. Il consumo abituale di ultraformulati, ricchi di additivi ed emulsionanti, altera profondamente questo ecosistema. Una meta-analisi pubblicata sul BMJ nel 2024, su quasi 10 milioni di partecipanti, ha associato l'elevato consumo di ultraprocessati a un aumento del 50% della mortalità cardiovascolare e del 40% del rischio di diabete di tipo 2 — effetti legati agli additivi in sé, non solo a calorie o macronutrienti. I danni non riguardano solo l'adulto: tre studi indipendenti, pubblicati su Human Reproduction Update, Nutrients e Human Reproduction Open, collegano il consumo elevato di ultraformulati a una peggiore qualità del liquido seminale nei giovani uomini. Uno studio del 2026 su Human Reproduction associa inoltre il junk food a una crescita embrionale più lenta nel primo trimestre di gravidanza. Tra i prodotti sotto osservazione, gli energy drink preoccupano per il mix di caffeina, zuccheri e taurina: uno studio del 2023 su Nature (University of Rochester) ha rilevato, in modelli animali, un possibile ruolo della taurina nella proliferazione di cellule leucemiche.