Il governo Meloni, riunito in Consiglio dei ministri, ha dato il via libera al cosiddetto ddl Sicurezza. Tra le novità nel disegno di legge c’è l’allargamento del fermo preventivo: potranno effettuarlo anche i vigili urbani, non solo carabinieri e polizia. Il testo ora passerà al Parlamento.

È arrivato il via libera al ddl Sicurezza, il disegno di legge con cui il governo Meloni propone diverse novità in materia di forze di polizia e controlli. È un testo che era già stato approvato dal Consiglio dei ministri pochi mesi fa, ma poi era rimasto fermo senza il bollino della Ragioneria di Stato. Ora potrà passare alle Camere per ottenere il via libera ed entrare in vigore nei prossimi mesi.

La novità principale rispetto al testo già varato dall'esecutivo è un'estensione sul fermo preventivo nei confronti di manifestanti e persone ritenute pericolose per l'ordine pubblico. Potranno effettuarlo non solo carabinieri e altre forze di polizia, ma anche i vigili urbani. In più, si potrebbero estendere i casi in cui scatta il cosiddetto scudo penale, che riguarda tutti i cittadini ma è rivolto in modo evidente soprattutto alle forze di polizia. Il fermo preventivo si allarga alla polizia locale Il testo ufficiale del ddl Sicurezza non è ancora disponibile. Sono circolate, però, numerose anticipazioni già prima del via libera. La maggior parte dei contenuti è confermata rispetto al testo di legge approvato dal Cdm a febbraio. La differenza più significativa è che il fermo preventivo sarà un'opzione anche per la polizia locale, ovvero i vigili urbani.