<p>Il patrimonio immobiliare degli Enti previdenziali pubblici vale <strong>oltre 9 miliardi di euro</strong>, «articolato in beni strumentali, immobili a reddito e quote di fondi immobiliari».
Lo ha riportato <strong>Alberto Bagnai</strong>, presidente della Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, illustrando la relazione conclusiva (approvata all’unanimità) dell'indagine sulle politiche di investimenti e valorizzazione del patrimonio immobiliare degli enti pubblici previdenziali, presso la Sala della Regina di Montecitorio. </p> <p> </p> <p>La dimensione contabile «rappresenta solo il punto di partenza» della tesi che attraversa tutto il documento: «Questo patrimonio deve essere considerato come <strong>un'infrastruttura strategica nazionale</strong> capace di assolvere contemporaneamente una funzione istituzionale, economico-finanziaria e territoriale-sociale».
La funzione istituzionale, ha spiegato Bagnai, è «evidente negli immobili strumentali che costituiscono la rete fisica attraverso cui gli stessi enti assicurano con la prossimità i loro servizi previdenziali, assicurativi e assistenziali». </p> <p>La funzione «economico finanziaria si esprime nella capacità degli immobili a reddito e degli investimenti indiretti di contribuire alla <strong>solidità patrimoniale</strong> e alla sostenibilità delle gestioni».








