Utili record, nel secondo trimestre, per JPMorgan Chase, grazie a un’ondata di importanti Ipo e fusioni che ha spinto le commissioni di investment banking ai livelli più alti dal 2021, mentre il suo desk di trading ha capitalizzato sulla volatilità dei mercati. Anche i ricavi sono cresciuti in tutte le divisioni della banca. L’investment banking ha cavalcato, come detto, un netto rimbalzo del mercato delle Ipo negli Stati Uniti, guidato dal collocamwnto di SpaceX, che ha fatto un ingresso dirompente sul mercato con la più grande quotazione della storia, con JPMorgan che è stata tra i principali sottoscrittori dell’operazione.

La forza mostrata dalla banca «è sostenuta da diversi fattori favorevoli - ha dichiarato il ceo, Jamie Dimon -, tra cui gli investimenti di capitale guidati dall’intelligenza artificiale, gli stimoli fiscali e i benefici di una regolamentazione più efficiente». Le azioni di JPMorgan sono tuttavia scese del 2% in una sessione pre-market abbastanza volatile, dopo che la banca ha alzato le stime sulle spese per il 2026 a 107,5 miliardi di dollari rispetto ai precedenti 105 miliardi.

Nel dettaglio, il più grande istituto di credito statunitense ha registrato un utile di 21,2 miliardi di dollari, pari a 7,70 dollari per azione, nei tre mesi conclusi il 30 giugno, contro i 14,99 miliardi di dollari, o 5,24 dollari per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. Il profitto è stato incrementato da un guadagno di 4,6 miliardi di dollari legato alla sua quota in Visa. I ricavi dei mercati, che includono le attività di trading, sono balzati del 35% rispetto all’anno scorso. Su base rettificata, l’utile di 6,14 dollari per azione ha superato le aspettative di 5,85 dollari, secondo le stime raccolte da Lseg.