Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSto guardando un video pubblicato dal Corriere della Sera: tale Giuseppe Barboni, imprenditore di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) viene effigiato mentre discute con un iracheno fermo sulle strisce. L’uomo ha una bicicletta e sembra intralciare il traffico: Barboni parla con lui, l’iracheno dice di essere qua in Italia da quattro anni, che lavorava posando cartongesso. Dice di venire da Babilonia, cosa che suscita commenti degli astanti. Com’è e come non è, Barboni lo invita a togliersi dalle strisce pedonali, alza la voce e poi lo sbatte a terra, gli monta sopra e lo prende a cazzotti.

La giustificazione addotta da Barboni, che ha pubblicato il video, è: «Questo iracheno sono mesi che tormenta la città. Bloccava il traffico senza motivo». Particolare che riferisce il Corriere: Barboni è un militante di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Sì, il generale, quello che l’altro giorno ci spiegava che il fascismo ci ha avvicinati allo sport. Dimentica di dire che era il fascismo, ridicolo e fanatico, di Achille Starace e i salti nel cerchio di fuoco con l’Italia che da maestra di cultura era passata alla ginnastica, vabbè. Barboni ha processato e condannato, personalissimo tribunale privato, un povero Cristo che una sera d’estate ha sfogato la sua disperazione ad un incrocio. Lui è imprenditore, l’iracheno un morto di fame. Avrebbe potuto offrirgli un lavoro o chiamare le forze dell’ordine o il 118, magari l’avrebbero portato in qualche struttura o fatto qualcosa. O gli avrebbero fatto sgomberare l’incrocio visto che intralciava il traffico. E invece.