Le opposizioni, intanto, hanno formalmente chiesto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che la proposta di legge sia votata integralmente a scrutinio segreto. La richiesta, avanzata dai presidenti dei gruppi del Pd, M5S e Avs, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi e Luana Zanella, riguarda tutti gli emendamenti, gli articoli e il voto finale. Nella lettera inviata a Fontana, i capigruppo richiamano gli articoli 51, comma 3, e 49, comma 1, del Regolamento. Sono tanti i nodi ancora aperti sulla legge elettorale: dalle preferenze all'indicazione del premier fino alla riduzione delle aree geografiche della circoscrizione estero e la questione dell'alternanza di genere per i nomi sulla scheda. Il testo - sul quale partono le votazioni in Aula a Montecitorio - prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato (fino a un tetto di 220 eletti nel primo caso e 113 nel secondo) alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 42% dei consensi. Se nessuno arriva a questa percentuale o la Camera e il Senato danno esiti elettorali diversi, si procede con un proporzionale puro. Il sistema prevede liste bloccate in collegi plurinominali. Il premio di maggioranza è, invece, "diviso" in listini circoscrizionali. Questa l'impalcatura iniziale del testo concordato dal centrodestra che ha però opinioni diverse sulla possibilità di prevedere, al posto delle liste bloccate, il meccanismo delle preferenze, da sempre battaglia di FdI tra i dubbi degli alleati.
Legge elettorale, Forza Italia: "Dopo ampia discussione dai gruppi indicazione per il Sì alle preferenze" | Opposizioni chiedono a Fontana il voto segreto su tutta la riforma
Opposizioni chiedono a Fontana il voto segreto su tutta la riforma. Tajani: "Le donne avranno ampia rappresentanza nelle nostre liste".











