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A poco meno di un’ora dall’apertura, i futures sui listini Usa sono in rialzo: quelli sul Dow Jones crescono dello 0,1%, sull’S&P 500 dello 0,5% e sul Nasdaq dello 1,5%. Questi risultati sono dovuti, soprattutto, al tasso d’inflazione annuale sceso più delle previsioni. Infatti, il tasso di inflazione annuale negli Stati Uniti è calato al 3,5% a giugno 2026. Si tratta della prima flessione in quattro mesi, rispetto al 4,2% di maggio e al di sotto delle previsioni del 3,8%. L'indice energetico è aumentato del 15,7% e i prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti del 3%. Rispetto al mese precedente, l'indice dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,4%, più delle previsioni di un calo dello 0,1%. I semiconduttori hanno recuperato terreno dopo il crollo della sessione precedente: nel pre mercato, Micron guadagna il 3,3%, Applied Materials il 5,5% e Teradyne il 4,7%. Sul fronte geopolitico, proseguono le rappresaglie tra Stati Uniti e Iran. «Trump ha dichiarato che gli Usa ripristineranno da oggi il blocco navale contro l'Iran impedendo alle navi iraniane di utilizzare lo Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti, a suo dire, diventeranno i “guardiani dello Stretto” tanto che le navi che vi transiteranno dovranno pagare un rimborso pari al 20% di tutte le merci trasportate per la protezione fornita nell'area», riportano gli strategist di Mps.In questo contesto, il traffico marittimo attraverso Hormuz si è ridotto fino a quasi azzerarsi e il petrolio tratta in forte rialzo: il Wti viene scambiato a 80 dollari l’ora (+2,9%) e il Brent a 87 dollari (+4,2%). I risultati trimestrali delle banche - Wells Fargo (-1,9%): la banca ha riportato utili del secondo trimestre superiori alle stime di Wall Street: l'Eps di 2 dollari si confronta al consenso FactSet a 1,72 dollari e i ricavi di 22,62 miliardi di dollari con i 21,86 miliardi attesi. A sostenere la performance è l'aumento delle commissioni derivanti dalla gestione patrimoniale e dall'investment banking: i ricavi non da interessi sono cresciuti del 13% a 10,3 miliardi di dollari. Il margine di interesse netto è stato pari a 12,3 miliardi di dollari, in linea con le aspettative degli analisti. Wells Fargo ha confermato le previsioni sul margine di interesse netto per l'intero anno, pari a circa 50 miliardi di dollari, di cui circa 2 miliardi provenienti dal Markets. - Bank of America (-2%): Bank of America ha superato le aspettative nell’ultimo trimestre. La banca ha registrato utili di 1,21 dollari per azione, superiori agli 1,13 dollari previsti dagli analisti interpellati da LSEG. Anche il fatturato di 31,7 miliardi di dollari ha superato la stima di consenso di 30,72 miliardi di dollari. - JPMorgan Chase (-2,3%): la banca ha guadagnato 6,14 dollari per azione, escluse le voci straordinarie, su un fatturato di 58,02 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 5,85 dollari per azione su un fatturato di 50,19 miliardi di dollari. - Goldman Saschs (+4%): Goldman Sachs ha riportato utili di 20,98 dollari per azione, superiori ai 14,48 dollari per azione previsti dagli analisti interpellati da LSEG. Inoltre, il fatturato della banca, pari a 20,34 miliardi di dollari, ha superato la stima di consenso di 16,13 miliardi di dollari. - Citigroup (-1,9%): Citi ha registrato utili di 3,15 dollari per azione su un fatturato di 24,77 miliardi di dollari, mentre gli analisti avevano previsto utili di 2,74 dollari per azione e un fatturato di 23,74 miliardi di dollari. I titoli da tenere d’occhio - Ibm: l’azienda non è riuscita a chiudere una serie di «grandi trattative» entro i tempi previsti nel secondo trimestre e ha registrato performance nettamente inferiori alle attese nel business dei supercomputer z17, in un momento di forte concorrenza tra i grandi hyperscaler per aumentare la capacità di calcolo per cloud e AI. Queste le ragioni dietro al crollo del titolo, che negli scambi di pre-apertura a Wall Street perde il 22%.