Federcaccia Vibo scende in campo a spada tratta per contrastare il progetto di realizzazione di un grande impianto fotovoltaico in zona “Scrisi” di Maierato. Il problema coinvolge in maniera particolare chi vive quotidianamente il territorio: agricoltori, allevatori, escursionisti, cacciatori, amministratori locali e cittadini

VIBO VALENTIA – «LA natura non è un ostacolo alla transizione energetica: è la ragione per cui la transizione deve essere fatta bene. Non chiamiamolo progresso se, per produrre energia pulita, impoveriamo la natura che vogliamo salvare»; Federcaccia Vibo scende in campo a spada tratta per contrastare il progetto di realizzazione di un grande impianto fotovoltaico in zona “Scrisi” di Maierato. Non viene contestato, naturalmente, il progetto in sé bensì l’ubicazione per motivi che il presidente provinciale Riccardo Colistra illustra in maniera analitica. Il problema, dice, riguarda tutti ma coinvolge in maniera particolare chi vive quotidianamente il territorio: agricoltori, allevatori, escursionisti, cacciatori, amministratori locali e cittadini.

FEDERCACCIA: «PARTITE LETTERE DI DISDETTA DEI CONTRATTI D’AFFITTO DEI TERRENI AGRICOLI»

Federcaccia, chiarisce, non è mai stata contraria alle energie rinnovabili, ma quanto sta avvenendo nella Piana degli Scrisi deve destare l’allarme di tutti: sindaci, amministrazioni, agricoltori, associazioni agricole e cacciatori. «In questi giorni – rivela Colistra – sono partite le lettere di disdetta dei contratti d’affitto dei terreni agricoli coltivati da decine di famiglie del posto, lo scopo è quello di far sorgere un mega impianto fotovoltaico di oltre 85 ettari che stravolgerebbe oltre che la vita di tante famiglie, l’assetto idrogeologico, ambientale e paesaggistico del territorio. Con gravi danni anche per la fauna stanziale e per quella migratoria». Il progetto, aggiunge, arriva proprio ora che è stato riconosciuto il grano antico “Rosia”, iscritto nell’albo regionale della biodiversità come specie da tutelare e mantenere integro geneticamente.