HomeMilanoCronacaAgrivoltaico, battaglia legale: "Progetto con le carte in regola ma il vero punto è il “dove“"Depositato un ricorso al Quirinale firmato da uno dei residenti nell’area vicina all’impianto "Sindrome Nimby? Accuse offensive, ho il tetto fotovoltaico. Ma la mia casa si deprezzerà".Il progetto di agrivoltaico dovrebbe occupare 200mila metri quadrati circa nel territorio comunale di CassanoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUn iter autorizzativo "segnato da contraddizioni e ipotesi di illegittimità", pareri mancanti e i temi con la "t" maiuscola, "quelli del mancato rispetto della distanza dell’impianto dal Naviglio e dal danno al paesaggio", sul progetto del maxi agrivoltaico a Groppello d’Adda, autorizzato 6 mesi fa, è l’ora delle carte bollate, depositato un ricorso alla Presidenza della Repubblica. Firmato da uno dei residenti nell’area limitrofa all’impianto a ridosso della provinciale 104, rappresenta le barricate di altri venti che, pochi mesi fa, avevano già sottoscritto un’istanza di annullamento dell’autorizzazione in autotutela.

La società di progetto ha chiesto il passaggio al Tar. "Andiamo avanti – dice il firmatario del ricorso, l’architetto Angelo Lonati, assistito dalla legale Simona Merisi –. Siamo Davide contro Golia, è chiaro. Ma la partita è fondamentale. Siamo tutti favorevoli agli impianti di produzione di rinnovabili. Ma non su un sito paesistico sensibile, nel perimetro del Parco Adda Nord e soggetto a vincoli". L’autorizzazione unica di Città Metropolitana all’impianto, progettato dalla Ati Bio Agri PV Adda Nord, risale al novembre scorso. Qualche dato: 200mila metri quadrati circa l’area interessata, circa 120mila metri l’impianto, 12.358 pannelli fotovoltaici ad altezza fino a 4 metri, potenza 7.700 kw, quota equivalente al fabbisogno di energia pulita di 3mila famiglie.