Un reportage del Guardian accende i riflettori sui severi divieti in spiaggia in Italia, partendo dal caso del panino vietato a Vieste. Se i gestori difendono i regolamenti dei lidi per motivi di decoro, la politica ricorda che il mare è un bene comune. Intanto, da Portofino a Gallipoli, aumentano le ordinanze e le multe salate contro fumo, bivacchi e abbigliamento balneare.
Il "caso del panino" a Vieste finisce sul Guardian
La polemica sul cibo in spiaggia e le tariffe dei lidi
Da Portofino a Gallipoli: la mappa dei divieti in Italia
Il “caso del panino” a Vieste finisce sul GuardianLo scontro consumatosi su una spiaggia di Vieste, nel Gargano, ha ormai valicato i confini nazionali diventando un caso mediatico europeo: una madre, dopo aver regolarmente pagato l’affitto giornaliero di ombrellone e lettini, ha cercato di far consumare ai propri figli dei panini preparati a casa, nascondendoli sul fondo della borsa.Per evitare contestazioni con lo staff del lido, la donna ha mandato il figlio piccolo a mangiare vicino alla riva, ma il personale dello stabilimento lo ha scoperto e ha richiamato la famiglia, ricordando che il regolamento interno vietava l’introduzione di cibo dall’esterno.iStockStabilimenti balneari sulla riviera romagnola: il Guardian ha dedicato un reportage ai divieti in spiaggia, dopo il caso del panino a Vieste La vicenda è finita sul prestigioso quotidiano britannico Guardian, che ha dedicato un ampio reportage ai severi divieti che stanno colpendo la spiaggia in Italia, parlando ironicamente di una “polizia del panino” schierata sui litorali.La polemica sul cibo in spiaggia e le tariffe dei lidiL’episodio permette però anche di parlare dei costi sempre più esorbitanti dei servizi balneari, aumentati fino al 16% rispetto all’anno scorso secondo le rilevazioni di Altroconsumo.Molti clienti protestano all’idea di dover spendere fino a 50 euro al giorno nei ristoranti interni dei lidi solo perché è vietato portarsi il pranzo da casa. Da un lato, Nicola Ragno (presidente locale di Assoturismo) difende i gestori sostenendo che i clienti spesso introducono veri e propri banchetti con pasta, secondi e dolci, creando seri problemi di igiene e smaltimento rifiuti.











