TREVISO - La moglie ha provato a difendere il marito, spiegando che quell'alcoltest non funzionava bene, tanto che le forze dell'ordine avevano pure fatto fatica ad accenderlo. I giudici, però, hanno bollato la sua testimonianza come inattendibile: troppo influenzata dal legame affettivo.
La Cassazione ha confermato la pena per un 44enne fermato nella notte del 16 febbraio 2020 sulle strade di Vittorio Veneto. Il tasso alcolemico rilevato dai carabinieri era pari a 1,51. Più del triplo del consentito. Per l'automobilista restano così confermati 2 mesi di arresto, più una multa da 1.000 euro, sanzione convertita in 64 giorni di lavoro di pubblica utilità da svolgersi nel comune di residenza, oltre alla sospensione della patente per 8 mesi.







