L'effetto boomerang
Biagio Marzo
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Tempi difficili per i moralisti dell’informazione. Dopo aver parlato, giudicato e spesso sparlato degli altri, questa volta sono loro a finire sotto i riflettori. Per anni hanno costruito inchieste che, più che limitarsi a raccontare i fatti, hanno spesso avuto una forte componente di delegittimazione personale. Talvolta le ricostruzioni giornalistiche sono risultate persino più severe delle stesse inchieste giudiziarie, perché alle carte processuali si sono aggiunte interpretazioni, insinuazioni e giudizi che hanno inciso profondamente sulla reputazione delle persone coinvolte.
Negli ultimi mesi, però, qualcosa sembra essersi incrinato. Il caso Minetti è emblematico. La concessione della grazia presidenziale è il risultato di un procedimento complesso, nel quale intervengono verifiche e valutazioni di diversi livelli istituzionali. La Procura generale di Milano ha illustrato pubblicamente il percorso seguito e le ragioni della propria decisione con una ricostruzione dettagliata. Eppure Il Fatto Quotidiano, sostenendo una versione opposta, è arrivato a ventilare perfino una querela nei confronti della Procura qualora non fossero arrivate delle scuse.














