Il disegno è iniquo perché si cerca di usare la prepotenza del numero (i voti) per spogliare il prossimo: quale che sia l'origine di quelle ricchezze
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Alle solite, la sinistra cerca di trovare consenso agitando il progetto demagogico di una tassa a carico dei milionari: che è un modo per dire "gli altri". Peccato che il progetto sia ingiusto, di difficile realizzazione e, alla fine, perfino controproducente.Il disegno è iniquo perché si cerca di usare la prepotenza del numero (i voti) per spogliare il prossimo: quale che sia l'origine di quelle ricchezze. Se i tanti possono fare qualsiasi cosa dei pochi, il diritto è morto: a regnare è la forza bruta. Già i grandi protagonisti del liberalismo classico, d'altro canto, avevano compreso che presto si sarebbe usata la democrazia per togliere diritti e libertà.
Questa spogliazione è anche ardua da tradurre in pratica: per ragioni evidenti. S'è visto a New York, dove l'islamo-socialista Zohran Mamdani ha varato una patrimoniale sui grandi patrimoni immobiliari. Il risultato è stato che quelli che avrebbero dovuto pagare hanno venduto e sono usciti di scena: hanno lasciato la Grande Mela per il Texas oppure la Florida. Tutto questo aiuta anche a capire come una società costruita sulla demagogia, sull'invidia e sull'aggressione delle proprietà altrui trovi seri ostacoli di fronte a sé. È anche possibile che l'apparato statale caro ai progressisti intaschi qualcosa in più, ma è facile prevedere che i milionari sposteranno altrove i loro capitali. Per fortuna di tutti noi, il mondo è grande e se la mappa ci mostra una Corea del Nord in mano al dittatore comunista Kim Jong-un abbiamo anche un'Argentina governata da Javier Milei e altre realtà perfino più liberali. In questo modo, però, a pagarne le conseguenze saremo tutti noi: dato che le nostre opportunità di lavoro saranno ancora peggiori. Se la sinistra fosse meno sconclusionata focalizzerebbe l'attenzione non già su nuove tasse a danno di chi produce ricchezza, ma sulle generose elargizioni a favore dei gruppi industriali e finanziari.








