Caricamento player
Martedì sono proseguiti gli attacchi fra Iran e Stati Uniti attorno allo stretto di Hormuz, dopo che il giorno precedente le interpretazioni diverse del pre-accordo fra i due paesi per negoziare una fine della guerra avevano portato di fatto alla fine del cessate il fuoco iniziato ad aprile.
Lunedì il presidente statunitense Donald Trump aveva detto di voler imporre un pedaggio sulle navi di passaggio nello stretto di Hormuz, dopo aver criticato per settimane la pretesa iraniana di fare lo stesso. Questo pedaggio avrebbe dovuto essere imposto a partire da lunedì alle 22 (ora italiana), ma non è chiaro se sia attivo né come funzioni. Trump ha anche annunciato di voler tornare a bloccare le coste iraniane per impedire i movimenti di qualsiasi nave in partenza o in arrivo, come succedeva prima del pre-accordo, e ha notificato formalmente al Congresso la ripresa delle operazioni militari contro l’Iran.
Anche l’Iran ha provato a riaffermare il proprio controllo sullo stretto, che il regime iraniano considera una condizione fondamentale per la fine della guerra. I Guardiani della rivoluzione, la forza armata più potente dell’Iran, hanno attaccato due petroliere registrate negli Emirati Arabi Uniti. L’Iran ha giustificato l’attacco dicendo che le navi stavano cercando di attraversare lo stretto senza autorizzazione, ignorando gli avvertimenti iraniani, con i sistemi di navigazione spenti e attraverso una rotta minata.













