I sindacati chiedono che sia completato l’iter del disegno di legge recante «Ordinamento della dirigenza nell’Amministrazione regionale. Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000, n. 10». «Il provvedimento - affermano in un comunicato congiunto le sigle - ha già acquisito il parere favorevole della I commissione e della II commissione «Bilancio», risultando pertanto maturi i presupposti per la conclusione dell’esame in sede referente e la successiva trasmissione del testo all’Aula dell’Assemblea regionale siciliana, cui compete la decisione finale sul provvedimento. Le organizzazioni sindacali evidenziano come la riforma dell’ordinamento della dirigenza rappresenti un intervento strategico per il rafforzamento dell’efficienza dell’Amministrazione regionale e per il miglioramento dei servizi resi ai cittadini. Si tratta di una disciplina attesa da tempo, il cui completamento consentirebbe all’Assemblea di pronunciarsi nel merito della riforma. Particolarmente rilevante è il fatto che il nuovo ordinamento costituisce il presupposto indispensabile per l’avvio delle procedure di reclutamento della nuova dirigenza regionale, necessari per affrontare la grave carenza di organico che interessa l’Amministrazione e che incide sempre più significativamente sulla capacità dell’intero sistema Regione di garantire risposte efficaci a cittadini, imprese ed enti locali. Le segreterie regionali ricordano inoltre come, in occasione del recente giudizio di parificazione del rendiconto della Regione Siciliana, il procuratore generale della Corte dei conti abbia richiamato l’esigenza di procedere senza ulteriori ritardi alla riforma dell’ordinamento della dirigenza, evidenziandone il carattere ormai improcrastinabile». «L'auspicio - concludono le segreterie regionali - è che il procedimento possa proseguire secondo tempi coerenti con l’importanza della riforma, nell’interesse dell’Amministrazione regionale, dei lavoratori e dell’intera collettività siciliana. Consentire all’Aula di pronunciarsi significa permettere alle istituzioni di svolgere pienamente il proprio ruolo su una riforma strategica per il futuro della Regione»