Siccità, lago d’Iseo in continua discesa. E proliferano le alghe

CALDO. In un mese perso oltre un metro di livello: stop ai battelli a Clusane. Finite da metà giugno le scorte di neve, l’unica fonte resta l’acqua piovana.

Lettura 3 min.

Da domenica 12 luglio il livello del lago di Iseo è tornato sotto lo zero idrometrico; nel 2026 era successo finora soltanto a inizio anno, tra gennaio e febbraio, mentre in tutto il 2025 non era mai avvenuto. Nella serata di lunedì 13 il Sebino è arrivato a 3,5 centimetri sotto il punto di riferimento e, visto che le previsioni del tempo non prevedono precipitazioni a breve, la discesa pare destinata a continuare. A colpire è la velocità del fenomeno: il 12 giugno scorso il lago era a 108 centimetri (per la precisione 107,9), il punto più alto toccato nel 2026, ma questo vuol dire che in un mese ha perso più di un metro e dieci centimetri: quasi quattro centimetri al giorno.

Discesa repentina La discesa repentina, combinata con la prima ondata di calore di giugno, aveva già mostrato un suo primo effetto il mese scorso con la proliferazione delle alghe tra Iseo e Paratico; da sabato 11 luglio, il livello basso del Sebino ha imposto alla società Navigazione Lago d’Iseo (interamente controllata dall’Autorità di bacino) di sospendere temporaneamente l’attracco delle imbarcazioni a Clusane di Iseo: «A causa del basso livello idrometrico del lago – si legge nell’avviso che campeggia sul sito internet della società che ha sede a Costa Volpino – la fermata dei battelli di linea presso il pontile di Clusane è sospesa per motivi di sicurezza». «Il rischio – spiega Paolo Bertazzoli, presidente della società – è che gli scafi vadano ad arenarsi sul fondo del lago: in questo momento non registriamo altre criticità, ma se il lago dovesse continuare ad abbassarsi potremmo dover intervenire anche a Iseo e, in prospettiva, a Sarnico. Sono questi i comuni dove i fondali sono più bassi e dove, quando il lago cala, le insidie per i natanti aumentano». Risalendo verso Predore e Tavernola, dalla parte bergamasca, e verso Sulzano e Sale Marasino, sulla sponda bresciana, i rischi sono minori: «La conformazione delle sponde cambia e in questi comuni non ci sono mai stati problemi, neanche in passato».