Trump: “Ripresa la guerra contro Teheran, colpiremo sito nucleare segreto”

Per la terza notte consecutiva gli Stati Uniti attaccano l’Iran e Donald Trump, che nel weekend ha notificato ufficialmente al Congresso la ripresa della guerra contro Teheran, avverte che è solo l’inizio. “Li colpiremo duramente oggi e domani”, ha avvertito il commander-in-chief poco prima dell’annuncio ufficiale del Comando centrale americano che alle 22.45 di lunedì ora americana, la notte iraniana, è iniziata una nuova ondata di attacchi. In un’intervista con il conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt il presidente americano ha sminuito il memorandum d’intesa siglato con Teheran definendolo un “test che gli iraniani hanno fallito”. L’accordo, che lo stesso tycoon aveva esaltato qualche settimana fa, “non conta granchè, soprattutto quando è fatto con dei farabutti”. Trump ha anche avvertito i nuovi leader della Repubblica islamica che sa dove sono e che è in grado di attaccarli. “Stiamo tenendo d’occhio la situazione”. Poi la minaccia più precisa contro Pickaxe Mountain, il complesso sotterraneo di tunnel di un sito nucleare segreto vicino a Natanz, fra le montagne a 300 km a sud di Teheran. Dite agli iraniani di prepararsi”, ha messo in guardia, aggiungendo che “probabilmente prenderemo di mira Pickaxe abbastanza presto”. Secondo gli esperti, tuttavia, il sito altamente fortificato è fuori dalla portata delle più potenti bombe ‘bunker buster’ dell’arsenale Usa. Prima della ripresa degli attacchi Trump aveva annunciato su Truth che da questo momento in poi gli Stati Uniti saranno custodi dello stretto di Hormuz” e in questa “veste e per ragioni di equità saranno rimborsati con un’aliquota del 20% su tutte le merci trasportate”, rivendicando che il tratto di mare è aperto anche se, secondo il sito di monitoraggio della navigazione MarineTraffic, i transiti sono praticamente azzerati da domenica sera. Il blocco dei porti iraniani invocato dal commander-in-chief che scatterà il 14 luglio era stato revocato il mese scorso dopo che Usa e Iran avevano raggiunto la tregua. Alla nuova escalation americana ha risposto immediatamente Teheran. Secondo quanto riportato dall’emittente statale Irib, che cita una fonte militare anonima, la Marina di Teheran ha lanciato missili da crociera contro una “nave ostile del nemico americano” aggiungendo che sono stati di mira anche alcuni siti militari strategici dell’esercito Usa In Kuwait. Nella notte tra domenica e lunedì erano già stati colpiti, secondo i pasdaran, siti americani in Giordania, Bahrein, Oman e ancora Kuwait. Qualche ora prima il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, aveva minacciato che, qualora gli Stati Uniti non avessero rispettato gli impegni assunti nel memorandum d’intesa, l’Iran uscirà dall’accordo. Mentre il portavoce del Comando Centrale, Ebrahim Zolfaghari, ha avvertito che l’Iran non permetterà mai agli Stati Uniti di interferire nello Stretto e che le forze armate iraniane contrasteranno duramente qualsiasi interruzione del traffico di navi commerciali e petroliere da parte degli Stati Uniti, al di fuori della rotta stabilita da Teheran. Il comando militare ha anche minacciato qualsiasi Paese che cooperi con gli Stati Uniti: “Qualsiasi cooperazione e qualsiasi supporto logistico saranno considerati un atto di guerra contro la sovranità e la sicurezza nazionale dell’Iran. E nel caso in cui la guerra si estendesse alla regione, le fiamme della guerra travolgerebbero tutti i Paesi dell’area”.