Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha notificato formalmente al Congresso la ripresa delle operazioni militari contro l'Iran, aprendo una nuova finestra operativa che consente al Pentagono di impiegare le forze statunitensi nell'area di responsabilità del Comando Centrale (Centcom) per i successivi 60 giorni senza una preventiva autorizzazione parlamentare.

La comunicazione è contenuta in una lettera di due pagine inviata venerdì ai leader del Congresso, in applicazione del War Powers Act, la legge che impone al presidente di informare il Congresso entro 48 ore dall'avvio di operazioni militari all'estero. Nel documento Trump precisa che i nuovi raid americani sono iniziati il 7 luglio.Trump notifica al Congresso ripresa guerra «Nelle operazioni non sono coinvolte forze terrestri statunitensi. I raid sono limitati, proporzionati e pianificati ed eseguiti in modo da ridurre al minimo le vittime civili», si legge nella lettera firmata dal presidente.Il War Powers Act consente al comandante in capo di mantenere le forze armate impegnate in operazioni militari per 60 giorni dalla notifica al Congresso, con la possibilità di una proroga di ulteriori 30 giorni. Oltre tale termine, l'eventuale prosecuzione delle operazioni richiederebbe una specifica autorizzazione del Congresso.«Hanno rotto l'accordo» Il nuovo conflitto contro l'Iran «sarà molto veloce», ha detto Trump nello Studio Ovale. «Attacchiamo stanotte e colpiremo tutte le loro capacità che hanno a che fare con lo Stretto di Hormuz», ha aggiunto. «Hanno rotto l'accordo, hanno scoperto che c'era qualcosa che non gli piaceva e noi non intendiamo accettarlo. Alla fine finiremo per controllare tutto quello che stanno facendo: è folle e molto stupido». Trump sostiene comunque che un accordo con l'Iran «è ancora possibile». E ha ribadito che «Teheran non avrà l'arma nucleare». Terza notte consecutiva di attacchi Poche ore dopo la trasmissione della lettera, il Comando Centrale statunitense ha confermato l'avvio di una nuova ondata di bombardamenti.«Oggi, alle 16:45 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), il Comando Centrale americano ha avviato la terza notte consecutiva di attacchi contro l'Iran, su disposizione del commander-in-chief», ha scritto il Centcom in un messaggio pubblicato sulla piattaforma X.Trump: «Gli iraniani si preparino» Nel corso della giornata Trump ha inoltre annunciato la possibilità di ampliare la lista degli obiettivi militari americani. «Dite agli iraniani di prepararsi», ha dichiarato il presidente, aggiungendo che «probabilmente prenderemo di mira Pickaxe abbastanza presto».Pickaxe Mountain, situata nei pressi dell'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz, ospita un complesso di tunnel sotterranei altamente fortificati costruiti a grande profondità. Secondo numerosi analisti militari, il sito sarebbe progettato per resistere anche agli attacchi con le bombe perforanti più potenti oggi in dotazione agli Stati Uniti.La risposta di TeheranSul fronte iraniano, la televisione di Stato ha annunciato che le forze armate della Repubblica islamica hanno colpito una nave statunitense definita «ostile» impiegando missili da crociera. La stessa emittente ha riferito inoltre di una nuova offensiva con droni contro strutture e mezzi militari americani dislocati in Kuwait, nell'ambito delle operazioni di risposta ai bombardamenti statunitensi. Trump annuncia il pedaggio nello Stretto di HormuzParallelamente alle operazioni militari, Trump è tornato a parlare dello Stretto di Hormuz, annunciando l'intenzione di introdurre un pedaggio per il traffico marittimo che attraversa il corridoio strategico del Golfo Persico. Il presidente ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno garantendo la sicurezza della navigazione nell'area e che le navi commerciali dovranno contribuire ai costi delle operazioni di protezione attraverso il pagamento di una tariffa di transito.L'annuncio arriva mentre nello Stretto di Hormuz prosegue il rafforzamento della presenza navale americana e continuano le tensioni con Teheran, che considera illegittima qualsiasi misura unilaterale sul principale snodo energetico mondiale.