Se si chiede alla maggior parte delle persone di indicare le più grandi figure della cultura catalana, è probabile che tra i primi nomi compaiano Antoni Gaudí e Joan Miró. Molti meno risponderanno Joaquim Gomis. Eppure, senza la sua macchina fotografica, la comprensione dell'architettura di Gaudí da parte del mondo avrebbe potuto essere completamente diversa.

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In un periodo in cui il lavoro di questo architetto radicale veniva ancora liquidato da una parte dell'establishment artistico di Barcellona come eccentrico più che visionario, Gomis ne comprese la portata.

Fotografo, modernista e grande amico di Miró, ha documentato le forme, le texture e i dettagli straordinari di Gaudí. Così facendo non si è limitato a conservare gli edifici dell'architetto: ha contribuito a definire il modo in cui le generazioni successive avrebbero visto, interpretato e apprezzato la visione di Gaudí.

Quel legame spesso trascurato tra architetto, artista e fotografo è al centro di Gaudí–Miró–Gomis: Deconstructed, una versione ripensata di una precedente mostra della Fundació Joan Miró che esplora le connessioni tra l'architettura di Gaudí, l'arte di Miró e la fotografia di Joaquim Gomis.