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Redazione Buone Notizie

Ci è voluta una strage di api nel 2013 per far capire che era il momento di cominciare a rispettare l’ambiente. E i risultati si sono visti.: 12 mila paesaggisti e agricoltori sono stati formati per capire i rischi legati all'uso dei pesticidi. Ed è nato anche l'Oregon Bee Atlas, che ha raccolto osservazioni su tutte le 567 specie di api presenti nel territorio.

Se si vuole si può: da cinque anni nessuna ape è più morta per colpa dei pesticidi. E ovviamente se fosse così in tutto il mondo occidentale sarebbe una notizia clamorosa. Ma in effetti è incoraggiante comunque, pur riguardando il solo Stato dell'Oregon negli Usa: risultato di una campagna di informazione a tappeto. Con la morale che ne segue: se veniamo informati in modo completo, corretto, non occasionale, sulle conseguenze negative di un nostro comportamento siamo capaci di cambiarlo.Lo si ricava da un rapporto della Oregon State University, appena pubblicato: dal 2021 a oggi nessun caso di morte di api correlata ai pesticidi. Tutto era iniziato invece da una strage avvenuta nel 2013, quando un intero parcheggio si ritrovò ricoperto da uno strato di api morte. Gli accertamenti successivi dimostrarono che si era trattato di un avvelenamento di massa dovuto a pesticidi. L'Università fu incaricata di sviluppare una serie di materiali didattici per informare le aziende e i professionisti del settore privato che utilizzano pesticidi su come farlo in modo da proteggere le api.