di
Paolo Condò
Possesso contro velocità, orchestra contro denti canini: la Spagna avanzerà compatta con il pallone come sempre, la Francia attenderà il momento per pressare e scattare. Il vero duello non è Mbappé-Yamal, ma Olise contro Rodri
Inghilterra-Argentina di domani è la semifinale sexy, quella imprevedibile e ardente, le «nozze rosse» nel linguaggio del Trono di Spade che tanto ci piace accostare al Mondiale. Francia-Spagna di oggi, invece, è la semifinale seria: non deve regredire di 40 anni per trovare un precedente incendiario, bastano i due passati dalla semifinale europea di Monaco in cui la Spagna saldò il conto ai favoriti francesi nel giro di 25 minuti.
L'armonia di un'orchestra subissò la jam-session di alcuni virtuosi illustri ma scompaginati. Scorrendo la lista dei ventidue titolari presunti leggiamo in filigrana 4 volte Barcellona, 3 Real Madrid e Psg, 2 Bayern, Milan e Athletic più una processione di altre corazzate: Manchester City, Arsenal, Atletico… Tutta gente che si conosce a memoria perché si affronta ogni mese in Champions, ogni settimana in campionato, persino ogni giorno in allenamento (Koundé contro Yamal, Dembélé contro Fabian). La sentenza appartiene quindi ai dettagli, come direbbe l'imminente allenatore del Real Madrid.










