di
Simone Canettieri
Dal bistrot al B&B, il ruolo dei locali del faccendiere
Come nasce una strana amicizia, dove si interrompe e cosa c’era veramente dietro. E soprattutto: era disinteressata o qualcuno recitava due parti in commedia? Un brodo di sospetto agita i pm e avvolge la storia di questi Achille e Patroclo. Tenutari l’uno dell’altro — per tanto tempo — di segreti e complicità, colpi di gomito, benevolenza e affetto come in un trattato quasi ciceroniano. Una coppia sui generis — ma ognuno si sceglie gli amici che vuole — con un finale impensabile. Valter Lavitola apre il bistrot di mare «Cefalù» nel 2018, a Monteverde. In cucina, ai tavoli e al banco del pesce fresco ci sono anche ex cronisti e poligrafici dell’Avanti! rimasti a spasso.
Sigfrido Ranucci inizia a frequentare il locale in maniera assidua nel 2019, sette anni fa, portato da un altro giornalista che abita in zona, Guido Ruotolo. In quell’anno Lavitola, con la società Cefalù, diventa proprietario anche del «Faro gianicolense», B&B a due passi dal ristorante, che tornerà in questa storia. Intanto Mitra, dio dell’amicizia e dei contratti, fa il suo dovere: scatta la complicità tra il segugio e il peccatore redento. Quella miscela di confidenze e magari dritte sui sotterranei limacciosi della politica e degli affari che solo un ex faccendiere a cinque stelle può apparecchiare al conduttore di Report, sempre a caccia in buona fede di scoop. Perché davanti a una notizia, si sa, la carne di chi fa questo mestiere è debole. Il giornalista, come rivelerà, aiuta l’oste anche in questioni personali legate al figlio malato. Sigfrido diventa «un amico di famiglia» di Valter. E viceversa. Anche le rispettive mogli si conoscono.















