HomeBolognaCronacaIl ’movente’ della tragedia: "Solitudine e isolamento. Un peso insopportabile"Lo psichiatra Ariatti: "La morte in questi casi diventa un ’gesto altruistico’. Chi agisce vuole liberare il partner e porre fine a una sofferenza insostenibile".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSono i tetri contorni di una tragedia familiare che ha spezzato due vite. Due persone, legate indissolubilmente, dall’inizio alla fine. Contorni entro cui si è consumata la morte di Roberto Rizzioli e Gianna Galletti: i coniugi ultraottantenni trovati senza vita nel loro appartamento in via Shakespeare la mattina di sabato scorso, uccisi da tre colpi totali di pistola che sarebbero stati esplosi dall’uomo. Una tragedia dalla dinamica sempre più chiara e la cui genesi "parte dalla solitudine, sfocia nell’isolamento, si aggrava con una quotidianità via via sempre più pesante, sino a gravare in un bilancio esistenziale che porta a quel che viene definito come ’gesto altruistico’", seziona l’omicidio-suicidio il professor Renato Ariatti, psichiatra forense.

Professor Ariatti, cosa intende di preciso con ’gesto altruistico’? "In un caso come questo, il gesto di dare e darsi la morte ha una valenza salvifica. Ecco perché forme di omicidio-suicidio con queste caratteristiche vengono definite altruistiche, poiché nella logica di chi lo commette si agisce per liberare il partner (le condizioni di salute della moglie erano molto gravi, ndr) e liberarsi di un peso".