Nemmeno la classica foto di rito insieme nella visita istituzionale alla Casa di Comunità di viale Trieste, realizzata con fondi Pnrr e aperta circa un mese fa, tra la presidente della Regione, Stefania Proietti, e il sindaco Stefano Bandecchi. Solo una repentina stretta di mano a marcare la distanza. I commenti successivi non lasciano spazio a dubbi. Bandecchi: "Sgradevole l’atteggiamento della presidente della Regione che, essendo venuta metaforicamente nei miei appartamenti, cioè nella città di Terni, quando mi ha incontrato non ha avuto nemmeno il buon gusto di rispondere al mio saluto e di darmi la mano. Questo è il motivo per il quale non ho finito il giro di visita e ad un certo punto ho risalutato la presidente che solo tardivamente mi ha dato la mano. Credo quindi che i rapporti istituzionali tra la Giunta regionale e il Comune di Terni siano oggi realmente alla frutta". Replicano i partiti di centrosinistra del Patto Avanti: "Anziché complimentarsi con la Regione per l’impegno e l’investimento che porta alla città di Terni un prezioso nuovo presidio di sanità territoriale a beneficio dell’intera comunità, il sindaco di Terni e presidente della Provincia preferisce sterili e inutile polemiche". "Parliamo - continua il Patto Avanti - di un investimento di 4,3 milioni di euro, finanziato con fondi Pnrr, che mette a disposizione di un bacino di 135.000 cittadini una struttura moderna, efficiente e finalmente integrata, rafforzando la sanità pubblica. Dispiace constatare, tuttavia che il sindaco Bandecchi non riesca proprio a gioire per i successi della sua città. Evidentemente, il livore politico ha preso il sopravvento sul senso istituzionale". "Ancora una volta - dichiarano il capogruppo consiliare di Fdi, Roberto Pastura e i segretari Maurizio Cecconelli e Alberto Rini – l’impressione è quella di una Terni ostaggio degli annunci prima e delle contrapposizioni poi. Bandecchi tra una Dubai e una città piena di turisti aveva promesso che avrebbe riportato Terni al centro dell’Umbria. Proietti aveva promesso di essere la presidente di tutti gli umbri costruendo il proprio consenso sull’ascolto, sul dialogo e sulla capacità di unire. Oggi entrambe quelle promesse sembrano scontrarsi con una realtà ben diversa. Una città già segnata da crisi industriali, difficoltà economiche e spopolamento non può permettersi il lusso di istituzioni che si guardano con diffidenza. Il gelo tra istituzioni è un lusso che Terni non può più permettersi e mentre qualcuno continua a misurare le distanze, c’è una città che continua ad aspettare risposte".