Alcuni braccianti impegnati nei campi; il 3 giugno la Regione ha firmato un’ordinanza che vieta il lavoro nelle ore più caldeRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna nuova ondata di calore – la terza della stagione – torna a portare l’attenzione sulle condizioni di lavoro di chi opera all’aperto. Il picco è atteso proprio oggi, quando tutti i capoluoghi romagnoli saranno in fascia rossa, con punte fino a 39 gradi.

Per Fai Cisl Romagna, la categoria che rappresenta i lavoratori agricoli, si tratta ormai di un fenomeno strutturale, non di un’emergenza isolata: "È un fatto che si ripete ogni estate, e va affrontato con la stessa serietà con cui affrontiamo qualsiasi altro rischio strutturale nei luoghi di lavoro", dichiara il segretario generale Roberto Cangini. Sull’ordinanza regionale ‘Calore’, firmata il 3 giugno dal presidente Michele de Pascale, che vieta il lavoro all’aperto dalle 12.30 alle 16 nei giorni a rischio ‘alto’ per agricoltura, edilizia, logistica, cave e rider, Cangini è netto: "Non basta se poi le aziende non si dotano di protocolli propri, pronti prima che arrivi il picco di caldo e non improvvisati giorno per giorno. Chiediamo alle imprese agricole di darsi regole chiare e stabili: soglie di temperatura, pause, orari, decisi una volta per tutte e non rinegoziati ogni volta che arriva un’ondata di calore".