TREVISO - Sono passati più di vent’anni dall’ultima edizione. Ma, in questa caldissima estate 2026, torna la Festa dei Buranelli, da giovedì a sabato. E torna in duplice veste: riportare in vita un appuntamento nella storia della città che rischiava di essere dimenticato e, sopratutto, portare gente in centro anche in ottica sicurezza. «Dove c’è gente, ci sono persone, famiglie e non c’è spazio altro - spiega il sindaco Mario Conte - se usciamo di casa, facciamo comunità, evitiamo che i luoghi se li prendano altri». A organizzare l’evento è la Pro Loco Tarvisium, al suo primo vero impegno dopo il lungo periodo del commissariamento e il rinnovo delle cariche che ha portato alla presidenza Bianca Maria Scalet aprendo, di fatto, una nuova pagina nella storia di un’associazione presente in città dal 1904. E che adesso avrà anche un altro obiettivo: organizzare, nel 2027, il ritorno del “Festival del Golosesso” dedicato alle osterie della città.
Cinema in ospedale, i piccoli pazienti della pediatria diventano giurati del Fiaticorti Film Festival LA RICHIESTA «Non voglio parlare di Ombra Longa che ormai è il passato e non ritorna - mette in chiaro il sindaco Conte - ma il mio desiderio è riproporre un grande appuntamento per la città come il Festival del Golosesso che, una volta, premiava l’osteria trevigiana con i migliori cicchetti dandole lo “stuzzicandenti d’oro”. Ecco, quello delle osterie è un patrimonio della nostra città che va valorizzato puntando sui prodotti di qualità che sanno offrire, sulle tradizioni gastronomiche che custodiscono. Mi piacerebbe avere la prima, nuova, edizione già nel 2027». E a lavorarci sopra sarà proprio la Pro Loco Tarvisium. Murale da 27 metri per il centenario dell'opera di Pirandello "Uno, nessuno, e centomila" IL PROGRAMMA Intanto il ritorno alle tradizioni propone la Festa dei Buranelli promossa dalla Tarvisium in collaborazione con il Comune di Treviso e il sostegno di Banca Prealpi Sanbiagio. La festa prenderà il via giovedì alle 18.30 con la cerimonia religiosa in onore della Madonna del Carmine davanti il capitello di Piazza Rinaldi, a cura dei Padri Missionari del Pime. A seguire prenderà il via la festa con l'apertura dello stand enogastronomico che proporrà piatti della tradizione veneta come sarde in saor, baccalà mantecato, seppie con polenta, frittura di pesce, folpetti e altre specialità. Venerdì sera saranno protagonisti anche i tradizionali bigoli in salsa e i bigoli al sugo d'anatra. Non mancheranno inoltre anguria fresca, il carretto del gelato, giochi in legno, un luna park vintage e tante iniziative dedicate ai bambini e alle famiglie. La colonna sonora della manifestazione sarà affidata ai gruppi La Bisca Trio (giovedì), Onde Beat (venerdì) e Four Tones (sabato).«Abbiamo voluto fortemente questo ritorno», sottolinea Conte. «Riportare in vita una manifestazione che appartiene alla memoria collettiva della città significa valorizzare le nostre radici e offrire un'occasione di incontro capace di unire generazioni diverse. Questa festa racconta l'anima più autentica di Treviso, che è quella dei suoi quartieri, delle tradizioni popolari, del volontariato e della voglia di stare insieme. Ringrazio la Pro Loco Tarvisium, i Padri Missionari del Pime, i volontari e tutti coloro che hanno lavorato per far rivivere una manifestazione che rappresenta un patrimonio della nostra comunità. E la facciamo durante la settimana perchè vogliamo una città viva dal lunedì alla domenica, non solo nel weekend. Anche se organizzare in mezzo alla settimana è sempre più complicato». Per la nuova Pro Loco è invece il debutto della nuova dirigenza: «Saranno tre giorni all’insegna della nostra tradizione - dice Bianca Maria Scalet, presidente della Tarvisium - con l’unico obiettivo di riportare le famiglie a godersi il centro e a fare festa».










