«A settembre saranno trascorsi sette anni da quella che io chiamo la nostra rinascita. Motorola non veniva più distribuita da nessuna parte ed erano rimaste piccole quantità di vecchi prodotti venduti su Amazon». Giorgia Bulgarella, responsabile del marketing di Motorola, sembra ricordare quei giorni come una sorta di avventura. Anzi, lo dice proprio: «Lenovo (la multinazionale a cui fa capo Motorola dal 2014, ndr) decise di provare il rilancio in Europa partendo dall’Italia, un mercato importante e dove la componente di smartphone Android è consistente, affidandosi a un piccolo gruppo di avventurieri capeggiati da Carlo Barlocco, che con Samsung aveva avuto grandi successi». Sette anni dopo, le cose sono molto diverse: Motorola è il terzo marchio per quantità vendute in Italia e il secondo nei telefoni con sistema operativo Android.
Un cammino che non è stato facile.
«Un percorso lungo in un mercato molto complicato, dove l’acquisto in contanti è più alto che altrove, e si acquistano meno smartphone a rate direttamente dagli operatori telefonici. Un percorso a ostacoli, con stop come quello imposto dal Covid, pochi mesi per cominciare a studiare la nostra strategia e poi la chiusura totale da febbraio 2020. Paradossalmente, però, ci ha permesso una ripartenza a 360 gradi e oggi raccogliamo i frutti: una quota di mercato del quindici per cento, ma soprattutto una crescita progressiva, ottenuta nel tempo, mettendo radici. Altri player hanno vissuto exploit esaltanti, magari per poi sparire».






